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L'ecosistema marino - 22

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GLI ORGANISMI E LE LORO INTERAZIONI

La rete trofica

Nel complesso gioco del “chi mangia chi?”, evidenziato in questo schema, ci rendiamo conto che, per esempio, un pesce durante il suo sviluppo può occupare posti differenti nella rete trofica a seconda dello stadio di crescita del suo ciclo vitale.
Quando è nella fase larvale (il pesce di dimensioni inferiori nello schema) è preda di organismi planctonici come i chetognati, che però a loro volta diventano prede del pesce quando raggiunge una taglia superiore.
È evidente che i flussi di energia e di materia possono avere percorsi complicati che ricalcano la complessità del livello di biodiversità degli ecosistemi a cui appartengono.

Nello stesso schema appare anche evidente come gli animali più grandi, le balene, non siano dei predatori apicali ma, al contrario, si nutrano direttamente dei crostacei (consumatori primari), attingendo quindi ai livelli più bassi del sistema ecologico, dove esiste una grande disponibilità di biomassa.Un approccio sintetico per descrivere il fun­zionamento degli ecosistemi è quello definito “funzionale” che tende a non considerare le singole specie ma a con­centrarsi solo su omogenei raggruppamenti di organismi che svolgono il medesimo ruolo nell’ecosistema.
Sem­plificando possiamo essenzialmente considerare due principali attività funzionali svolte dagli organismi in una comunità: il trasferimento di energia e di materia.

Schema di una rete trofica marina che comprende tutti i comparti precedentemente descritti (produttori, consumatori e decompositori). Le linee gialle corrispondono al flusso di materia e di energia da un organismo all’altro. La direzione delle frecce indicano la direzione verso un livello trofico superiore (chi viene mangiato da chi).